Nel corso del mese di febbraio, i mercati azionari hanno continuato a mostrare un trend positivo, registrando incrementi significativi. A livello globale, l’indice MSCI World ha segnato un aumento del 2,65%, con una tendenza simile riscontrata anche nei mercati europei, in particolare con il DJ Eurostoxx in crescita del 3,20%.

Negli Stati Uniti, il settore tecnologico è emerso come protagonista, con il Nasdaq che ha segnato un notevole aumento del 5,29%, seguito dal più ampio S&P500 con un aumento del 5,17%.

In Europa, la Borsa di Milano è stata particolarmente attraente per gli investitori, registrando un aumento del 5,97% nell’indice FtseMIB, mentre Francoforte ha continuato il suo recupero con un aumento del 4,58%.

Tuttavia, per individuare la performance più sorprendente del mese, è necessario rivolgere lo sguardo all’Asia. Tokyo ha chiuso il mese con un impressionante aumento del 7,94%, portando la performance dall’inizio dell’anno al 17,04%. Altre piazze asiatiche degne di nota includono Hong Kong, che ha registrato una ripresa riducendo le perdite del mese precedente al 3%, e Shanghai, che ha segnato un aumento dell’8,13%.

Il petrolio è rimasto relativamente stabile con un modesto aumento dello 0,76%, mentre l’oro ha registrato un ritorno ai livelli di 2.048 dollari per oncia.

Analisi Macro: Considerazioni Chiave

Nel corso del mese di febbraio, diversi fattori hanno influenzato i mercati globali:

Attenzione all’inflazione e ai tassi di interesse: Sebbene i mercati continueranno a monitorare da vicino l’inflazione e le decisioni sui tassi di interesse, l’attenzione si sposterà gradualmente verso la crescita economica. In questo contesto, l’Europa sarà al centro dell’attenzione, dovendo dimostrare una ripresa convincente, specialmente considerando le sfide geopolitiche e il mercato cinese ancora fragile.

Prezzi delle azioni e crescita economica: I mercati hanno già assorbito in gran parte la prospettiva di una moderata frenata economica, riflettendo variazioni più o meno significative nei diversi settori. Tuttavia, se i dati futuri sulla crescita economica dovessero risultare deludenti, potrebbero scaturire conseguenze negative sia per le azioni che per il credito. In questo scenario, i titoli governativi potrebbero godere di un rinnovato interesse come alternativa agli asset più rischiosi.