Un bimestre all’insegna della volatilità

Il primo bimestre del 2025 si chiude con un andamento divergente tra i principali mercati globali. Mentre le piazze europee e Hong Kong hanno registrato performance a doppia cifra, gli indici statunitensi hanno mostrato segni di debolezza, influenzati dalle incertezze legate alla politica economica dell’amministrazione Trump.

Panoramica mensile

Gennaio 2025:

  • I listini americani sono stati inizialmente penalizzati dall’annuncio del modello di intelligenza artificiale cinese DeepSeek, che ha generato incertezza tra gli investitori tecnologici.
  • Tuttavia, i risultati delle trimestrali hanno fornito un rimbalzo ai mercati, consentendo agli indici di mantenere un’intonazione positiva.
  • In Europa, le valutazioni dell’azionario hanno continuato a salire, con Francoforte in testa, seguita da Milano e Madrid, grazie a dati economici solidi e prospettive di stimolo fiscale.

Febbraio 2025:

  • Wall Street ha rallentato il passo a causa delle politiche economiche più aggressive dell’amministrazione Trump, che hanno aumentato l’incertezza sui mercati.
  • Nonostante la correzione, lo S&P 500 è rimasto in territorio positivo, mentre l’indice tecnologico ha registrato una flessione del -2,4% da inizio anno.
  • Le borse europee hanno invece continuato a beneficiare di valutazioni più favorevoli e dell’allontanamento dell’incertezza politica in Germania.

I principali driver del bimestre

  1. Politica economica dell’amministrazione Trump: l’imposizione di tariffe aggressive ha generato volatilità, mentre lo stimolo fiscale si è rivelato più contenuto del previsto.
  2. Europa tra riarmo e stimoli fiscali: l’annuncio di significative spese per la difesa ha impattato i mercati, mentre in Germania il buon risultato elettorale ha ridotto il rischio di instabilità politica e favorito un allentamento dei vincoli di bilancio.
  3. Politiche monetarie: le banche centrali hanno rispettato le aspettative. La BCE ha proseguito con il percorso di riduzione dei tassi, mentre la FED ha mantenuto lo status quo per gestire eventuali pressioni inflazionistiche derivanti dalle politiche commerciali statunitensi.

Strategie di investimento

Nonostante le incertezze geopolitiche ed economiche, rimanere esposti al mercato azionario continua a essere una strategia sensata, purché con una selezione mirata:

  • Titoli Value e settori con ritardo nelle performance ma buone prospettive di utili, come il settore farmaceutico.
  • Azionario europeo, che offre valutazioni più interessanti rispetto agli Stati Uniti, pur con la necessaria attenzione alla bassa crescita economica dell’area.
  • Mercati emergenti e Cina, dove si intravedono segnali di ripresa nei consumi e un rafforzato sostegno al settore privato.

Focus sulle materie prime

  • Il Brent è tornato ai livelli pre-Trump, riflettendo una stabilizzazione nel mercato del petrolio.
  • L’oro ha proseguito la sua corsa al rialzo, raggiungendo un nuovo massimo di 2.858 dollari per oncia, confermandosi un asset rifugio in un contesto di incertezza.

Conclusione

Il quadro complessivo suggerisce un approccio bilanciato agli investimenti, con un focus su titoli difensivi e mercati emergenti in ripresa. La volatilità potrebbe rimanere elevata nel breve termine, ma il posizionamento strategico e la diversificazione restano chiavi fondamentali per navigare le attuali dinamiche di mercato.