Anche il secondo mese dell’anno presenta performance positive per la maggior parte dei listini borsistici.
L’Europa si distingue con una performance media vicina al +4%, con Parigi e Zurigo in prossimità del 6%; i mercati prezzano un miglioramento nell’indice di fiducia delle imprese dell’Area Euro e lo stimolo fiscale tedesco inizia a mostrarsi nei numeri.
In Asia la piazza di Tokio saluta favorevolmente la schiacciante vittoria di Sanae Takaichi espressa anche nella ripresa di valore dello Yen nei confronti del dollaro. Performance mensile di Tokio +10%.
A tenere il freno schiacciato questo mese è Wall Street con entrambe gli indici, S&P500 e Dow Jones praticamente invariati rispetto a gennaio e qualche vendita più corposa sulle Tech che ha portato l’indice Nasdaq in terreno negativo con -2,3%.
Considerati gli aspetti geopolitici di fine mese ed inizio marzo probabile che a soffrire maggiormente saranno le società energivore, la quota US in portafoglio dovrà riposizionarsi pertanto su quote più value e cicliche. A proposito di Tech e AI una nota interessante di Bloomberg analizza come si stanno differenziando le tempistiche di ritorno degli investimenti sinora effettuati: se per la parte di semiconduttori il capex è già espresso nei prezzi diversa è la situazione per le società che fanno software, dove i flussi di ritorno sembrano ancora a tardare rispetto agli investimenti in atto.
Alcune considerazioni merita anche l’asset “materie prime”, l’oro recupera terreno lungo tutto il mese di febbraio invertendo la rotta rispetto al sell off di inizio mese, chiude a 5167$/oncia. Il petrolio anche a febbraio continua in performance positiva +2,91% così come il dollaro che scambia a fine mese a 1,18USD/EUR, quasi a presagio dell’impennata di inizio marzo.







