Nel finale del trimestre 2026, tre driver dominano la scena:
Brent, tensioni geopolitiche USA–Israele–Iran e prospettive sull’inflazione.
Tutti i listini mondiali hanno ritracciato la performance positiva di inizio anno e vanno in terreno negativo.
Le piazze europee sfruttano la crescita dei primi due mesi e mediamente finiscono il trimestre con -2,5%, oltre oceano solo l’indice tecnologico resta positivo con +2,24%, mentre DJ e S&P500 hanno una performance media di -4%.
In Asia, le piazze cinesi mostrano una buona resistenza con performance media di trimestre di -2,6% mentre a soffrire maggiormente è Tokio, che in realtà aveva ultraperformato i mesi scorsi. In India l’indice Bse Sensex a marzo registra un -11,5% generato dal crollo del titolo di HDFC Bank, prima realtà bancaria privata del paese, a seguito delle dimissioni del suo presidente con rumors tra gli analisti di possibili illeciti.
Brent:
+ 75% a marzo , +132% da inizio anno
CONFLITTO USA-IRAN:
il prolungarsi del conflitto e il mantenimento del blocco sullo stretto di Hormuz aprono ad uno scenario di ristrettezza energetica prolungata per importanti aree del mondo.
SCENARIO INFLAZIONE:
se fino a qualche mese fa avevamo scenari di inflazione stabile sia nell’area Euro, sia negli USA, oggi lo scenario riporta ad un possibile rialzo dei tassi in Europa già ad aprile ed è probabile anche un nulla di fatto per i tagli paventati dalla FED.
Nella storia dei mercati ci sono sempre elementi esogeni poco prevedibili nella loro natura o portata: queste sono le occasioni da cogliere, questi sono i momenti in cui ciascun investitore deve usare al meglio 3 strumenti essenziali:
tempo, lucidità e diversificazione.
I vincitori di questo primo trimestre?
Indubbiamente chi ha in portafoglio settore energetico, real estate ma anche paesi emergenti con sovrappeso latino piuttosto che asiatico. Ma chi sta veramente sul gradino più alto del podio sono coloro che sanno che i mercati possono scendere del 4%, 10%, 30% e tutte queste discese sono sempre seguite da riprese ben più proficue; Il METODO è ciò che li contraddistingue e in questo periodo instabile e primaverile mettono i semi ossia acquistano quote di mercato che tra qualche mese o trimestre daranno buoni frutti.
Nota di dovere sull’ORO:
il bene rifugio scende del 12% in un solo mese in un contesto geopolitico caotico.
Paradossale? Per molti sì, per i più attenti no, considerato il possibile rialzo dei tassi molti hanno chiuso posizioni in netto profitto sul metallo giallo creandosi nuova liquidità spendibile.
Il prezzo di 4530$/oncia rimane pienamente nel range target di crescita.







