Finalmente un agosto tranquillo? Direi altalenante ma tutto sommato all’insegna della crescita.
Su tutti le piazze mondiali l’effetto dei buoni accordi di politica commerciale di fine luglio hanno generato positività che si è prolungata per tutto il mese di agosto.
Nel vecchio continente forti rialzi per Madrid, Milano e Zurigo vicine in media al +3% sul mese, mentre la Germania e Parigi scontato l’instabilità politica e restano in terreno negativo (Dax -0,48% e CAC40 -0,88%).
In rialzo il settore bancario mentre si vedono le prime prese di profitto nel settore Tech.
L’ultima settimana del mese è stata influenzata dalle dichiarazioni accomodanti del governatore della Fed, Jerome Powell, il quale nel discorso inaugurale a Jackson Hole il 21 agosto scorso si mostra accondiscendente a un primo ribasso dei tassi entro la fine di quest’anno. Non abbastanza secondo Trump! Secondo il presidente US la discesa dei tassi deve esser più rapida e dinamica (necessaria per svalutare il dollaro e riacquistare così competitività—secondo la logica del tycoon), tuttavia FED ha il compito di gestire e monitorare un’inflazione orientata al rialzo e al contempo un’occupazione che viaggia in senso contrario, il tutto in uno scenario di cambi di poltrone e possibili licenziamenti che minano importanti equilibri.
Da segnalare nuovi massimi per il settore Tech, anche se alcune dichiarazioni di esponenti importanti come Sam Altman, CEO di OpneAI, segnalano la presenza di bolle speculative nel settore perciò prese di profitto nel prossimo mese di settembre sono più che plausibili.
Per le materie prime il petrolio ritraccia sotto i 70$/barile mentre l’Oro tocca nuovi massimi 3.400$ riconfermandosi bene rifugio a fronte della crescente incertezza geopolitica mediorientale ed ucraina.
Infine per quanto riguarda le valute, continua la presa di valore dell’euro soprattutto nei confronti del dollaro che scambia a fine mese a 1,1658$







