È finita 3 a 1 la partita di ottobre delle banche centrali. Solo 1 taglio dei tassi, da parte della FED(banca centrale US) di 25bps contro i 3 stalli delle banche centrali Europea, Cinese e Giapponese.

E così, mentre i tassi di deposito oltre atlantico si abbassano e raggiungono il 3,75% – livello ampiamente prezzato dal mercato, la BCE, la BoJ e la PBC mantengono invariati i tassi comunicando al resto del mondo di essere tutto sommato in “in a good place”. Sono queste le parole scelte da Lagarde nella conferenza stampa di fine mese: fa intendere che i tassi di deposito in eurozona resteranno fermi al 2% almeno fino ai primi mesi del 2026, difficile un ulteriore taglio tassi entro fine anno.

Tensioni commerciali tra USA e Cina sembrano per ora attenuate: nell’incontro di ottobre tra Trump e Xi Jinping è emersa la volontà di andare avanti con le tariffe già in essere ancora per un ulteriore anno (un armistizio fino alle elezioni di middle term del presidente Trump di Novembre 2026).

Geopolitica ed istituzioni monetarie a parte, i dati macro sulla crescita delle aziende mostrano una frenata nell’eurozona, dopo un inizio anno sicuramente più ottimista. Gli esperti tuttavia dicono che è solo questioni di mesi nel 2026 lo stimolo fiscale tedesco farà la differenza e si potrà tornare a vedere PIL con crescite più significative.

Negli Stati Uniti lo Shutdown di fine ottobre genera blocco operativo nella pubblicazione della maggior parte dei dati sull’attività economica negli USA. Le prime trimestrali di Microsoft, Alphabet e Meta lasciano qualche dubbio agli investitori in merito alla sostenibilità nel tempo di investimenti così ingenti in IA.

La perfomance mensile di ottobre è ampiamente positiva per tutte le principali borse mondiali: valori medi a Wall Strett +3,18%, in Europa +2% trainante la prestazione spagnola e in Asia la piazza giapponese è premiata dal rally del Nikkei 225, con un+16,64% su mese realizzato anche qui grazie al settore Tech.

Commodity: performance inversa per l’ORO +4,37% contro il Brent -4,75%

Valute: ritraccia leggermente il dollaro sull’euro riducendo la performance negativa da inizio anno a -11,21%, mentre scendono ancora lo Yen e la Sterlina UK.