Certamente una buona notizia che riporta la fiducia sui mercati.
 
L’acquisto avviene non per contante ma con la consegna di titoli:
• 1 azione Ubs per 22,48 azioni Credit Suisse
• l’operazione non è soggetta all’approvazione degli azionisti delle due banche
• Ubs beneficia di una protezione dai ribassi fino a 25 miliardi di chf
• Accesso illimitato, per entrambe le banche, alla liquidità presso la BNS (Banca Nazionale Svizzera)
 
La soluzione è stata rapida e proprio per questo: BCE, FED, Tesoro statunitense hanno espresso grande soddisfazione; si tratta di un “salvataggio di emergenza” e non di “operazione commerciale” come affermano le autorità svizzere ma la cosa importante è aver agito tempestivamente.
Tutto è bene quel che finisce bene!
 
Ma è proprio così? Si potevano prevedere il disastro di Credit Suisse e delle banche statunitensi Silicon Valley Bank, Signature Bank, First Republic Bank?
 
Prima di esaminare le varie situazioni dobbiamo osservare che, dopo la grande crisi del 2008, le maggiori banche europee e statunitensi si sono molto irrobustite (indice medio LCR  delle banche europee 167% – Intesa Sanpaolo, Banco Bpm, Bper sopra la media) e questa è certamente una notizia positiva.
 
Iniziamo con le banche statunitensi, qui la dinamica è molto semplice: le banche ottenevano utili acquistando Tresury a lunga scadenza e lucravano sulla differenza di tasso con i depositi dei clienti sui c/c retribuiti con zero interessi. Quando i tassi sul mercato sono aumentati a seguito degli interventi della FED le banche hanno dapprima subito forti perdite “potenziali” sul valore dei titoli in portafoglio poi quando  i clienti hanno iniziato a prelevare i soldi dai conti (rendimento zero) per investirli in strumenti di liquidità a breve termine (rendimento dal 4% al 5%) hanno avuto perdite “reali” con la conseguente richiesta del Chapter 11 (fallimento).
 
La prima e più importante regola da rispettare per le banche è la corrispondenza temporale tra raccolta e impieghi: in questo caso è stata completamente disattesa ed un maggior controllo da parte delle autorità avrebbe scongiurato questo triste epilogo.
Per il Credit Suisse la situazione è molto più complessa e pericolosa vista la dimensione della banca (tra le prime 20 al mondo) e proprio per questo l’acquisto da parte di UBS è senza dubbio una buona notizia.
 
Anche per la banca svizzera il motivo del fallimento è la mancanza di liquidità per far fronte ai prelievi dei clienti, ma in questo caso la ragione principale dei prelievi è il venir meno della fiducia da parte dei clienti: ufficialmente la crisi è iniziata 2 anni fa con il crollo di Archegos Capital Management e di Greensill ma sono almeno 20 anni che il Credit Suisse colleziona multe e condanne per comportamenti scorretti.
 
1986 il Tribunale di Zurigo condanna CS a restituire 500 milioni  $ al governo indonesiano per aver protetto con nomi falsi depositi sino a 10 mdi $ del dittatore Marcos e la moglie Imelda
2000 altre sanzioni per rapporti con il dittatore nigeriano Sani Abacha
2004 sanzioni per aver riciclato 5 mdi Yen della Yakuza (mafia giapponese)
2008 condanna penale per aver aiutato a riciclare denaro di una organizzazione bulgara dedita alla droga
2009 multa di 536 milioni $ per aver aiutato varie società ad aggirare le sanzioni contro Sudan e Iran
2011 multa per aver aiutato ad evadere 1 mdo € decine di contribuenti tedeschi
2016 multa di 475 milioni $ e rinuncia a 200 milioni $ su un prestito di 1 mdo $ a due società statali del Mozambico che elargivano mazzette
2021 Archegos Capital Management crolla, il finanziere Bill Hwang viene arrestato, e CS perde 5,5 mdi chf
2021 crollo anche di Greensill proprio mentre CS consiglia l’acquisto dei loro prodotti finanziari, persi altri 2 mdi $
 
 
Nel frattempo, il valore delle azioni di Credit Suisse ha avuto questo andamento:
– Marzo 2007 80 franchi svizzeri
– Marzo 2018 16 franchi svizzeri
– 17/3/2023 1,86 franchi svizzeri
– 19/3/2023 0,76 franchi svizzeri (fallimento)
 
La fiducia è il principale asset in ambito finanziario ma il Credit Suisse ha fatto di tutto per sperperalo!
Conseguenze per il risparmiatore?
Ancora una volta diversificare e non farsi prendere dal panico!
Noi, conoscendo questo comportamento di Credit Suisse, da anni non consigliamo più loro prodotti ai nostri clienti: è una buona idea? Alternative ce ne sono molte e ci sembra corretto valutare anche la serietà degli operatori finanziari.