…E nel giro di poche settimane si è assistito a un deciso rimbalzo!
Performance del mese: S&P 500 +10,42%, Tokyo +16,10%, FTSE MIB +8,8%, Francoforte +7,11%.
Le piazze asiatiche registrano un guadagno medio del 3,5%, con il mercato indiano che traina e recupera parte delle perdite accumulate nel primo trimestre.
I dati provenienti dalle trimestrali parlano chiaro: la solidità aziendale resta il tema centrale.
Nonostante una comprensibile cautela sugli outlook futuri — legata alle incertezze geopolitiche — la dinamica dei profitti continua a rappresentare un pilastro di supporto per i mercati.
Pur scegliendo un approccio prudente per i prossimi mesi, le aziende non mostrano segnali di rallentamento nella crescita degli utili. Al momento, il deterioramento dei margini, temuto da molti, non si osserva in alcun settore.
Dal punto di vista geografico, l’Europa rimane più esposta alla stretta energetica, mentre oltreoceano la produzione domestica di petrolio sembra non incidere in modo significativo sui consumatori, nonostante un’inflazione salita al 3,3%.
L’incertezza si concentra quindi sul fronte dei tassi, con le banche centrali ancora protagoniste. Dalla riunione di fine mese della BCE emerge la decisione di mantenere invariati i tassi; tuttavia, Lagarde ha chiarito che il focus dell’istituto non è sulla crescita — comunque presente, seppur in rallentamento — bensì sul controllo dell’inflazione.
Negli Stati Uniti, l’ultima riunione della Fed, presieduta da Powell, evidenzia divergenze all’interno del board: alcuni membri spingono per un taglio immediato dei tassi, mentre altri mantengono un approccio più cauto per contenere la dinamica dei prezzi.
In sintesi, nel mese di aprile i mercati, sia azionari sia obbligazionari, hanno risposto positivamente, rafforzando la fiducia nel sistema. Quanto questa fase potrà durare resta incerto, ma appare sempre più evidente come sia in corso un riassetto economico, con nuovi protagonisti e pesi diversi rispetto a quelli osservati negli ultimi decenni.




